Vai al contenuto della pagina Vai al piè di pagina

Cerca

A Fox Under a Pink Moon: cinque anni di viaggio alla ricerca della libertà

Martedì 13 ottobre due classi del Centro professionale del verde di Mezzana hanno partecipato a una proiezione nell’ambito del Film Festival Diritti Umani Lugano, assistendo al documentario A Fox Under a Pink Moon, diretto dal regista iraniano Mehrdad Oskouei insieme alla giovane protagonista Soraya Akhlaghi.

13 ottobre 2026

Il film racconta la storia di Soraya, una ragazza afghana cresciuta in Iran che, nell'arco di cinque anni, tenta ripetutamente di raggiungere l'Austria, dove vive sua madre. Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso la Turchia e la Grecia, segnato da confini da attraversare, respingimenti, paure e speranze. Ogni tentativo di fuga diventa, nelle parole della protagonista, una nuova «partita»: una sfida da affrontare, anche dopo l'ennesima sconfitta, senza rinunciare al sogno di una vita migliore.

Soraya è una giovane donna già sposata, legata a un Afghanistan che ama profondamente pur non avendolo mai conosciuto. Ma è anche un'artista di grande talento, capace di trasformare le proprie esperienze in disegni, sculture e animazioni che accompagnano il racconto. Con il suo telefono documenta per anni la propria quotidianità e i tentativi di fuga, diventando così non soltanto la protagonista, ma anche la co-regista del documentario. L'arte e la videocamera diventano strumenti per raccontarsi, resistere e immaginare un futuro diverso.

Al termine della proiezione, Rosa Butti, esperta cantonale della materia Cultura generale, Jamileh Amini, interprete e mediatrice interculturale, e Ornella Manzocchi, psicoterapeuta, hanno accompagnato il pubblico in una riflessione sui temi sollevati dal film: l'esperienza della migrazione e del viaggio verso la libertà, la condizione delle donne, le difficoltà di chi è costretto a lasciare il proprio Paese e l'importanza dell'accoglienza.

L'incontro ha offerto alle persone in formazione l'occasione di confrontarsi con una storia intensa e profondamente umana, che invita a guardare oltre i confini geografici e culturali e a riflettere sul valore dei diritti fondamentali. Soprattutto, ha lasciato spazio a una speranza condivisa: quella di un futuro in cui libertà, sicurezza e dignità non siano privilegi riservati a pochi, ma diritti realmente garantiti a tutte e tutti.