Al centro dello spettacolo c’è la storia di Tessa, una giovane e brillante avvocata penalista che ha costruito la propria carriera difendendo, tra le altre, anche persone accusate di violenza sessuale. La sua fiducia nel sistema giudiziario viene però profondamente messa in discussione quando è lei stessa a subire un’aggressione e si ritrova, per la prima volta, dall’altra parte: non più professionista del diritto, ma vittima chiamata a dimostrare quanto le è accaduto.
Attraverso la sua vicenda, Prima Facie porta sul palco temi complessi e di grande attualità, come il consenso, la violenza di genere e il rapporto tra esperienza della vittima e sistema giudiziario, mostrando quanto possa essere difficile per chi subisce un abuso esporsi, essere ascoltato e far valere i propri diritti. La rappresentazione si inserisce in un progetto che dedica particolare attenzione proprio alle giovani generazioni e alle scuole ticinesi, utilizzando il teatro come punto di partenza per il confronto e la sensibilizzazione.
Lo spettacolo è stato preceduto da un saluto della Presidente del Consiglio di Stato e Direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti, che ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare le giovani generazioni su questi temi, promuovendo una cultura fondata sulla parità e sul rispetto tra i generi.
Al termine della rappresentazione, studentesse e studenti hanno potuto proseguire la riflessione attraverso un momento di confronto con Paola Zanardi Landi, coordinatrice cantonale dei mediatori, Rachele Santoro, delegata per le pari opportunità del Cantone Ticino, Marco Castoldi, capo del Servizio violenza domestica della Polizia cantonale, e Melissa Vettore, protagonista della pièce.
Il dialogo conclusivo ha riportato la riflessione a una dimensione vicina all'esperienza dei giovani, soffermandosi anche sul significato dell'amore e delle relazioni. Un invito, rivolto alle nuove generazioni, a sviluppare la consapevolezza e la forza necessarie per riconoscere e scegliere forme di amore e di relazione nelle quali potersi sentire rispettati e riconosciuti.