L'erbario come sperimentazione didattica
Nel corso del primo anno di formazione come giardinieri CFP, il docente Alfredo Baratella ha deciso di sperimentare un nuovo approccio didattico per sviluppare la conoscenza delle piante: la creazione di un erbario.
7 gennaio 2026
Sotto la sua guida, le persone in formazione Martin Balla, Aster Castelli, Evan De Rosso, Teodoro Giannini, Shokrullah Jafari e Mickael Torre Martins hanno realizzato individualmente il proprio erbario, uno strumento che accompagna l’apprendimento lungo tutto l’anno scolastico.
Ma a cosa serve un erbario?
«Innanzitutto, per conoscere le piante», afferma Shokrullah. «Alcune piante ci vengono assegnate dal docente, mentre altre possiamo sceglierle liberamente», aggiunge Aster.
«Le piante le troviamo spesso in azienda o presso i clienti», spiega ancora Shokrullah, «ma a volte capita anche di individuarle durante una passeggiata. In questi casi chiediamo il permesso di poter prelevare qualche rametto».
«Usiamo una forbice o ciò che abbiamo a disposizione», precisa Mickael, «facendo attenzione a non danneggiare la pianta e a non favorire l’insorgere di malattie». Racconta poi un episodio curioso: «Mi è capitato anche di raccogliere una pianta che non conoscevo dopo essermi punto: a volte la curiosità per una nuova specie nasce proprio così».
Nell’erbario non è sufficiente inserire solo il campione vegetale. «È necessario includere tutte le informazioni che riguardano la pianta», spiega ancora Shokrullah, «come la tipologia, l’esposizione, le foglie, i fiori o i frutti: tutto ciò che serve per impararne le caratteristiche».
«E anche l’odore», aggiunge Aster, «o meglio, il profumo, che è una caratteristica importante».
«Ad esempio il Calicantus», conclude Evan, «una pianta che abbiamo raccolto proprio oggi nei giardini di Mezzana».
L’erbario è uno strumento didattico che accompagna le persone in formazione durante l’intero anno, spiega il docente Baratella. Anche se nella stagione invernale molte piante non presentano fioritura, è fondamentale imparare a riconoscerle nella loro forma invernale, anche in relazione alle pratiche di potatura. Questa difficoltà rappresenta un’importante opportunità formativa, poiché permette di completare l’erbario con immagini e informazioni relative ai diversi stadi di sviluppo della pianta, offrendo una conoscenza più ampia e sensoriale.
Per Mickael, «l’erbario è uno strumento molto utile per conoscere le piante. Lo scorso anno ho lavorato soprattutto con strumenti digitali, ma il contatto diretto con la pianta, il tempo dedicato all’osservazione e alla raccolta delle informazioni aiutano molto di più nella memorizzazione».
«Questo strumento, proposto quest’anno come sperimentazione, si è rivelato particolarmente interessante anche dal punto di vista formativo», conclude Baratella. Le prove sommative relative alla materia hanno infatti dato esiti molto positivi, dimostrando che integrare l’apprendimento mnemonico con un approccio sensoriale contribuisce a migliorare la conoscenza delle piante.
L’erbario, oltre a essere uno strumento esteticamente curato, ha quindi confermato una solida validità didattica.